LE TRAME DELLE COMMEDIE IN DIALETTO

U J’ERA UNA VOLTA IN ROMAGNA

C'ERA UNA VOLTA IN ROMAGNA
COMMEDIA TRAGICOMICA

La campagna romagnola negli anni cinquanta era interamente dominata dai proprietari terrieri e sotto lo sguardo vigile di un personaggio in via d’estinzione: il fattore. Uomo di fiducia del padrone, personaggio temuto dai mezzadri di tutta la Romagna, aveva il potere di vita e di morte, o meglio il potere di cacciare il mezzadro se questi non avesse eseguito i suoi ordini alla lettera. Però in ogni storia, ci sono gli eroi, o martiri, quelli che spendono una vita per far si che le cose cambino, ma in realtà non cambia nulla. Finché un giorno, quando meno te l’aspetti, qualcuno decide che le cose devono cambiare. Giulio De Santis, un ricco proprietario terriero perde la sua tenuta agricola al casinò di Montecarlo e così la proprietà passa di mano in mano, finché alcuni speculatori intraprendenti danno il via ad una serie di costruzioni più o meno selvagge. Si creano i primi alberghi sul mare e tutta la mano d’opera che aveva sempre operato in campagna, si riversa in riviera e danno vita alla nuova Romagna dei giorni nost...

UN’ISOLA PER NOV RUMAGNUL

UN'ISOLA PER NOVE ROMAGNOLI
COMMEDIA COMICA

Sorpresi da una violenta e misteriosa corrente mentre pescano al largo del mare Adriatico, alcuni romagnoli sono costretti ad approdare su di un’isola sconosciuta. Convinti di trovarsi in una località turistica, progettano una piacevole vacanza, ma ben presto si rendono conto di trovarsi su di un’isola tutt’altro che ospitale e stranamente prigioniera di un’antica leggenda. Circondati da insidie di ogni genere vivono situazioni drammatiche, alternate da goffi tentativi di sopravvivenza. Isolati dal resto del mondo scoprono il desiderio di vivere senza leggi e senza divieti, tanto opprimenti nel mondo cosi detto "civile". Da principio sembra che funzioni, ma presto nascono i conflitti di potere, d’intolleranza e la convivenza sembra compromessa e così sono costretti a mettere qualche regola. Una, due tre, poi sempre di più, fino a sommergersi di leggi. Finché una straordinaria scoperta legata alla leggenda, da loro la possibilità di scegliere, se restare per sempre nella jungla dell’isola, o ritornare nella jungla della civiltà…

BOJA DLA GUERA

MALEDETTA GUERRA
COMMEDIA TRAGICOMICA

A Rimini, nel 43-44, durante la ritirata dell’esercito tedesco, il maresciallo Franz Von Kuller requisisce il mulino di Domenico Papini, per farne l’ultima roccaforte e lo costringe a sfamare il suo battaglione. Domenico si oppone energicamente, ma la moglie e la figlia, che è in procinto di partorire, lo convincono ad accettare le condizioni del maresciallo sperando di evitare il peggio. Nel frattempo viene rinvenuto il cadavere di un soldato tedesco e il maresciallo Von Kuller da ordine di fucilare dieci italiani. Domenico e l’amico Giuseppe soffocando l’orgoglio si travestono da donna per evitare di essere arrestati e si nascondono tra le pale del mulino. Durante una perquisizione vengono scoperti, ma Domenico in uno slancio di eroismo si spoglia delle vesti femminili e accetta con coraggio la sua sorte. E’ lo stesso Von Kuller a giustiziarlo con la pistola alla nuca. In quel drammatico momento la figlia di Domenico si sente male e prematuramente dà alla luce il suo bambino…

UN MERIDIUNEL AT CHESA AD ZVAN

UN MERIDIONALE A CASA DI GIOVANNI
COMMEDIA TRAGICOMICA

Attorno gli anni sessanta, l’evento dei meridionali in Romagna, crea scompiglio e caos al lento e sonnacchioso vivere romagnolo. Ma in casa di Giovanni Martini, burbero contadino romagnolo vecchio stampo, sembra giungere addirittura la fine del mondo, solo perché la figlia s’innamora di un meridionale. Giovanni fa di tutto per scoraggiare la figlia, screditando il giovane meridionale e nello stesso tempo esalta la nuora di origine settentrionale. Ma il caso, o il destino, interviene drasticamente. La nuora, emancipata e milanese, chiede il divorzio senza tanti scrupoli, un incendio si scatena nella stalla di Giovanni e rischia di morire tra le fiamme. L’unico che ha il coraggio di entrare tra le fiamme è il giovane meridionale, che lo salva da morte certa. Giovanni toccato dal gesto eroico accetta il giovane con una frase di saggezza. “Ho capì che i bun o i cativ, i n’è scret sla chèrta geografica”.

TOT COLP DLA MISERIA

TUTTA COLPA DELLA MISERIA
COMMEDIA TRAGICOMICA

Attorno agli anni cinquanta nelle campagne e nei ghetti della Romagna, la miseria la faceva da padrona e spesso si ricorreva ad espedienti non sempre raccomandabili, come visitare qualche pollaio della zona, solo per attenuare i morsi della fame. Oppure qualche truffa elaborata ingenuamente, che il più delle volte finiva in un clamoroso fallimento. Nel bel mezzo di questa miseria, c’era Angelo Rasponi, con la moglie Colomba e la figlia Giuliana, che un giorno aveva manifestato di desiderare una radio come regalo per il suo diciottesimo compleanno. Angelo Rasponi, non potendo soddisfare il desiderio della figlia, decide di rubarla, ma pagherà a caro prezzo questo suo errore. Intanto la miseria sta  logorato ogni resistenza e così Angelo è costretto ad inventarsi un  mestiere nuovo, come quello di buttarsi sotto le auto in transito, per avere un minimo di risarcimento. Per un po’ il nuovo lavoro sembra funzionare, ma ad ogni incidente perde qualche cosa, una volta un occhio, poi un braccio…. La figlia preoccupata vorrebbe che smettesse, ma Angelo fa l’ultimo sforzo, perché vuole regalare una nuova stufa alla moglie, giustificandosi che non è colpa sua, ma è  “Tutta colpa della miseria.”

NU TIRA E COL MA LA GALOINA DAGL’OVI D’OR

NON TIRARE IL COLLO ALLA GALLINA DALLE UOVA D'ORO
COMMEDIA TRAGICOMICA

Omero Boscheri, titolare di un concessionario di attrezzature agricole cede per motivi di salute, la gestione alla figlia Martina. Ben presto però l’azienda si trova in difficoltà economiche a causa di un direttore poco onesto. Su insistenza della figlia Sabrina, Martina decide di assumere un consulente d’azienda, un certo Lorenzo Marinetti, un tipo strano, bizzarro, ma che sa dare ottimi consigli. Il direttore non vede di buon occhio quell’intruso, dall’aria tonta e così tra due s’ innesca un rapporto di rivalità, che poi si trasforma in complicità a causa degli interessanti intrallazzi che l’azienda può offrire. Chiariti alcuni episodi raccapriccianti, la rivalità e la complicità, si trasforma in amicizia e insieme decidono di non uccidere “la gallina dalle uova d’oro” Una volta sistemati i problemi dell’azienda, il fantomatico consulente scompare in silenzio com’è arrivato. Di lui non rimane nessuna traccia, anzi, si scopre che Lorenzo Marinetti non è mai esistito...

E TRIBUNEL DI PURET

IL TRIBUNALE DEI POVERI
COMMEDIA COMICA

Un oste romagnolo, per aumentare il guadagno diluisce il vino con l’acqua, ma un cliente si sente male nella sua osteria. Il povero oste, preso dal senso di colpa, la notte stessa sogna di essere in tribunale giudicato da tutti i suoi clienti. Il processo si svolge con allegra ironia, ma tra le pieghe del racconto, s’intravede una giustizia poco incline ad aiutare un povero. Il nostro oste amareggiato, si rassegna a subire un vero processo, invece il cliente gli annuncia che il malore è stato causato da un’allergia da farmaco, quindi non c’è nessuna denuncia e nessun tribunale. L’oste prende l’accaduto come un avvertimento e si convince che la giustizia vuole poca acqua nel vino.

PANDULFAZ, LA CANAJA DI MALATESTA

PANDOLFACCIO, LA CANAGLIA DEI MALATESTA
COMMEDIA TRAGICOMICA

Rimini, ottobre 1500. Pandolfo Malatesti, soprannominato “Pandolfaccio” per le angherie e i tanti soprusi vive nell’odio e nel terrore. Odiato dal popolo e abbandonato dalla nobiltà riminese, non riesce a contrastare l’avanzata di Cesare Borgia detto “Il Valentino” ed è quindi costretto ad abbandonare la città di Rimini e la sua amata Rocca. Con pochi fedelissimi si ritira nel convento di Scolca in quel di Covignano per organizzare in forze la riconquista della sua città. Dopo due tentativi falliti, Pandolfo decide di assoldare un famoso capitano di ventura, ma questi si rivela più dama di compagnia che "guerriero" perciò poco credibile per un’azione di guerra e così il 'gentil capitano', si trova suo malgrado coinvolto nel bizzarro complotto imbastito da Violente Bentivoglio, moglie di Pandolfo, insieme a due fidate cortigiane. Complotto che riporterà i Malatesti nella città di Rimini, ma il loro declino era già nei disegni del destino…

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