
Rimini, ottobre 1500. Pandolfo Malatesta, soprannominato “Pandolfaccio” per le angherie e i tanti soprusi vive nell’odio e nel terrore. Odiato dal popolo e abbandonato dalla nobiltà riminese, non riesce a contrastare l’avanzata di Cesare Borgia detto “Il Valentino” ed è quindi costretto ad abbandonare la città di Rimini e la sua amata Rocca. Con pochi fedelissimi si ritira nel convento di Scolca in quel di Covignano per organizzare in forze la riconquista della sua città. Dopo due tentativi falliti, Pandolfo decide di assoldare un famoso capitano di ventura, ma questi si rivela più dama di compagnia che 'guerriero' perciò poco credibile per un’azione di guerra e così il 'gentil capitano', si trova suo malgrado, coinvolto nel bizzarro complotto imbastito da Violente Bentivoglio, moglie di Pandolfo, insieme a due fidate cortigiane. Complotto che riporterà i Malatesta nella città di Rimini, ma il loro declino era già nei disegni del destino...

Satana decide di rimandare tra i vivi per 'demeriti speciali' Gian Giacomo Casanova, a patto che non ripeta gli errori fatti nella sua vita precedente, altrimenti avrebbe subito una pesante condanna a sorpresa. Caso vuole che Casanova, al momento invisibile agli umani, riprenda a vivere in un teatro, dove una compagnia teatrale si appresta a presentare “Le avventure amorose di Giacomo Casanova”. Spavaldo e arrogante per natura, Casanova pretende di interpretare se stesso contro la volontà di Reno Pagliucci, capocomico della compagnia. Tra i due si scatena un putiferio a causa di vedute completamente diverse e soprattutto generazioni diverse. Con l’arrivo delle tre donne della compagnia, il focoso Casanova scopre con sgomento che la seduzione di oggi non è un opera d’arte, ma certamente è di grande effetto e così rimane folgorato dalla spregiudicatezza di Gianna, la prima donna della compagnia. La voce tonante del demonio, gli ricorda il patto e per non subire la condanna rinuncia a Gianna, ma la donna lo sfida ad armi pari: la seduzione di oggi contro la seduzione di ieri...

Da dilettante Matto è stato la speranza del pugilato italiano, ma nel suo primo incontro da professionista, il suo avversario muore sul ring e da quella maledetta sera rinuncia a combattere e odia la violenza. Quasi quarantenne gli è offerta l’occasione di tornare sul ring, ma rinuncia al suo ultimo incontro, forse il più importante della sua carriera. Accusato di viltà dagli amici, lascia la palestra e per quell’incontro importante si propone un suo amico. Matteo sa che Massimo non è all’altezza dell’avversario e teme per lui. Teme che accada ciò che accaduto al suo avversario nel suo primo incontro da professionista. Tenta di convincere l’amico a non fare quell’incontro, ma Massimo non lo ascolta e lo accusa di essere invidioso, anzi lo sfida sul ring per dimostrargli che è all’altezza del suo avversario e in quell’occasione Matteo gli dimostra il contrario….

Un modesto giornale di provincia si trova in gravi difficoltà economiche e per evitare il fallimento, il giovane allievo, in combutta con la segretaria, ma all’insaputa del direttore in quei giorni fuori sede, pubblicano una notizia falsa e scandalistica, che fa subito presa sui lettori. Al rientro del direttore, si crea lo scompiglio in redazione e così il giovane allievo, per farla sembrare vera convince la ragazza del bar a commissionargli l’articolo con una telefonata al direttore e la stessa cosa fa la segretaria con una sua amica. Infatti, il direttore informa i suoi collaboratori che con una telefonata ha avuto l’incarico di fare un articolo su quella notizia, quindi, non è più falso e si può procedere. Si scopre che l’amica e la ragazza del bar, non hanno fatto la telefonata. Chi ha telefonato in redazione per commissionare l’articolo?

La vita di Eugenio Mattani è avvolta nel mistero fin dalla nascita. Si racconta di episodi raccapriccianti e peccaminosi, che accendono la fantasia popolare. Odiato e temuto da tutti per la sua arroganza e prepotenza, vivrebbe in solitudine se non fosse per Attilio e la moglie Fernanda, che nonostante tutto, lo assistono con affetto, ma anche perché si aspettano di ereditare l’azienda agricola. A novant’anni Eugenio Mattani, sta per concludere la sua vita, ma vengono alla luce i “Fantasmi del passato”, come la provenienza della sua ricchezza, e il drammatico risultato di una vita vissuta al limite della legalità. Spuntano perfino tre presunte figlie, che reclamano la loro parte di eredità e si scontrano con Attilio e Fernanda che vedono sfumare la possibilità di essere gli unici eredi.

Una società di costruzioni edili offre a due fratelli, Attilio e Giulio Rotondini, due milioni di euro in cambio del loro podere sito in un’amena zona panoramica. Quella che doveva essere la loro grande occasione è invece motivo di interminabili litigi ispirati dal loro egoismo e così le due famiglie si disgregano e ognuna di loro, di nascosto dell’altra, tenta di ammiccarsi la benevolenza del vecchio padre. Soprattutto le due nuore, che fanno a gara per coccolare il suocero. Il vecchio non intende vendere il podere finché è in vita e così le due famiglie decidono di fare una tregua e si alleano nell’intento di sbarazzarsi dell’ingombrante vecchio. Dopo vari tentativi risultati vani, studiano un piano infallibile. Però il vecchio, intuita la tresca fugge di casa appena in tempo e di lui non si hanno più notizie per qualche giorno. Finché con una telefonata informa i figli che sta bene e non vuole tornare a casa finché non ha speso tutti i duemila euro guadagnati con la vendita del podere.
>Un oste romagnolo, per aumentare il guadagno diluisce il vino con l’acqua, ma un cliente si sente male nella sua osteria. Il povero oste, preso dal senso di colpa, la notte stessa sogna di essere in tribunale giudicato da tutti i suoi clienti. Il processo si svolge con allegra ironia, ma tra le pieghe del racconto, s’intravede una giustizia poco incline ad aiutare un povero. Il nostro oste amareggiato, si rassegna a subire un vero processo, invece il cliente gli annuncia che il malore è stato causato da un’allergia da farmaco, quindi non c’è nessuna denuncia e nessun tribunale. L’oste prende l’accaduto come un avvertimento e si convince che la giustizia vuole poca acqua nel vino.

Omero Boscheri, titolare di un concessionario di attrezzature agricole cede per motivi di salute, la gestione alla figlia Martina. Ben presto però l’azienda si trova in difficoltà economiche a causa di un direttore poco onesto. Su insistenza della figlia Sabrina, Martina decide di assumere un consulente d’azienda, un certo Lorenzo Marinetti, un tipo strano, bizzarro, ma che sa dare ottimi consigli. Il direttore non vede di buon occhio quell’intruso, dall’aria tonta e così tra due s’ innesca un rapporto di rivalità, che poi si trasforma in complicità a causa degli interessanti intrallazzi che l’azienda può offrire. Chiariti alcuni episodi raccapriccianti, la rivalità e la complicità, si trasforma in amicizia e insieme decidono di non uccidere “la gallina dalle uova d’oro” Una volta sistemati i problemi dell’azienda, il fantomatico consulente scompare senza lasciare traccia, anzi, si scopre che Lorenzo Marinetti non esiste, addirittura, non è mai esistito. Allora, com’è sta storia?

Attorno agli anni cinquanta nelle campagne e nei ghetti della Romagna, la miseria la faceva da padrona e spesso si ricorreva ad espedienti non sempre raccomandabili, come visitare qualche pollaio della zona, solo per attenuare i morsi della fame. Oppure qualche truffa elaborata ingenuamente, che il più delle volte finiva in un clamoroso fallimento. Nel bel mezzo di questa miseria, c’era Angelo Rasponi, con la moglie Colomba e la figlia Giuliana, che un giorno aveva manifestato di desiderare una radio come regalo per il suo diciottesimo compleanno. Angelo Rasponi, non potendo soddisfare il desiderio della figlia, decide di rubarla, ma pagherà a caro prezzo questo suo errore. Intanto la miseria sta logorato ogni resistenza e così Angelo è costretto ad inventarsi un mestiere nuovo, come quello di buttarsi sotto le auto in transito, per avere un minimo di risarcimento. Per un po’ il nuovo lavoro sembra funzionare, ma ad ogni incidente perde qualche cosa, una volta un occhio, poi un braccio…. La figlia preoccupata vorrebbe che smettesse, ma Angelo fa l’ultimo sforzo, perché vuole regalare una nuova stufa alla moglie, giustificandosi che non è colpa sua, ma è “Tutta colpa della miseria.”

Origine delle varie nazioni: Edmondo ed Edmonda, genitori vecchio stampo di sei figli, cinque maschi e una femmina, cercano di educarli nel migliore dei modi, ma una volta cresciuti si rivelano autentici bricconi, con caratteristiche ben diverse tra loro. Da adulti si spargono per il pianeta dando . Solo una volta all’anno si trovano tutti insieme a festeggiare l’anniversario di matrimonio dei genitori. In quel periodo di convivenza forzata emergono i conflitti sociali, gli intrighi politici ed economici che affliggono da sempre l’umanità. I genitori assistono impotenti al lento ma inesorabile degrado dei valori umani e morali, finché sconfortati e stanchi si ammalano di tristezza e rischiano di morire. Lentamente i fratelli si rendono conto che stanno perdendo i genitori, che simboleggiano in nostro pianeta e decidono di rimediare alle malefatte. I genitori assistiti dai figli tutti uniti riprendono a vivere con una solenne frase “Oggi è un buon giorno per ricominciare”.

A Rimini, nel 43-44, durante la ritirata dell’esercito tedesco, il maresciallo Franz Von Kuller requisisce il mulino di Domenico Papini, per farne l’ultima roccaforte e lo costringe a sfamare il suo battaglione. Domenico si oppone energicamente, ma la moglie e la figlia, che è in procinto di partorire, lo convincono ad accettare le condizioni del maresciallo sperando di evitare il peggio. Nel frattempo viene rinvenuto il cadavere di un soldato tedesco e il maresciallo Von Kuller da ordine di fucilare dieci italiani. Domenico e l’amico Giuseppe soffocando l’orgoglio si travestono da donna per evitare di essere arrestati e si nascondono tra le pale del mulino. Durante una perquisizione vengono scoperti, ma Domenico in uno slancio di eroismo si spoglia delle vesti femminili e accetta con coraggio la sua sorte. E’ lo stesso Von Kuller a giustiziarlo con la pistola alla nuca. In quel drammatico momento la figlia di Domenico si sente male e prematuramente dà alla luce il suo bambino …

Tre giorni prima di Natale, Leo Marini riceve una lettera che annuncia l’arrivo di un lontano parente americano. L’inaspettata notizia crea lo scompiglio in famiglia. La moglie Diana s’immagina il classico americano ricco, che potrebbe dare loro un conforto economico, Leo invece, che non crede di avere un cugino americano, non prende sul serio il contento della lettera. Invece la vigilia di Natale si presenta un anziano e distinto signore con accento americano e si presenta come John Martin cugino di Leo Martini. L’incontro, o meglio lo scontro è drammatico. Carlotta, la figlia adolescente di Leo intuisce il dramma e fa di tutto per convincere il padre ad accettare l’anziano signore. Ai tocchi di mezzanotte, Leo riceve una insolita telefonata…

Due amici pensionati, si trovano su una panchina a ricordare con nostalgia i bei tempi andati. Davanti a loro sfilano vari personaggi del nostro tempo, con tutti i problemi che opprimono il genero umano. Scoprono con dolore le ipocrisie, i soprusi dei così detti 'furbi' e le meschinità che ci accompagnano quotidianamente, ma per fortuna intravedono anche la possibilità di un mondo migliore fondato sul buonsenso e molta tolleranza….

Finalmente è arrivato della pensione e Alfredo vorrebbe vendere la lavanderia per godersi il meritato riposo, ma la moglie Gina si oppone energicamente. Fra baruffe e discussioni, Alfredo si rassegna al volere della moglie e vede svanire il sogno di un viaggio a Cuba proposto dall’amico Vanni, il quale però non si perde d’animo e mette in atto un progetto di fuga per entrambi, con l’aiuto di “Vetrino” : un tipo tanto bizzarro e maldestro, che invece di appianare le cose, le complica ancora di più. Ma con l’arrivo di una ragazza assunta da Gina come aiutante in lavanderia, si apre un capitolo oscuro della vita giovanile di Alfredo, e così il fantastico viaggio a Cuba si trasforma in un reale viaggio indietro nel tempo.

Anna e Luisa, due sorelle single, trasformano la loro casa di campagna in agriturismo e un avvocato e signora, sono tra i loro primi clienti però, per la loro scarsa competenza agricola rendono la vita difficile alle due sorelle e al loro aiutante. Tra gli ospiti c’è anche una cugina di Anna e Luisa, una donna un po’ svampita che trasforma in tragedia ogni sua azione. Il vero scompiglio che sconvolge la vita a quanti hanno l’occasione di entrare in quella casa, arriva quando si presenta uno sconosciuto per fare solo una telefonata. Scambiato per un ladro dalla donna svampita, viene colpito da una fucilata. Curato e assistito da Anna, spera di essere riconosciuto, invece no. Allora decide di andarsene in silenzio, ma prima si confida con uno spaventapasseri, qualcuno ascolta le sue parole e va subito ad informare Anna della vera identità dello sconosciuto…

Filomena, una campagnola di mezza età e moglie di Leopoldo, vince una crociera in Grecia indetta da una rivista femminile. Per i due coniugi, l’impatto con la nave è traumatico e l’incontro con gli altri crocieristi è addirittura drammatico. Goffi e maldestri, ne combinano di tutti i colori, fino a rimpiangere la solita gita parrocchiale al santuario di Loreto. Il povero Leopoldo viene perfino accusato di furto da una Contessa isterica e mezza matta, ma con l’aiuto del commissario di bordo, riesce a provare la sua innocenza. Superate le disavventure iniziali e sono tante, Leopoldo subisce il fascino di quel mondo ricco di inebrianti tentazioni, al punto da perdere la testa per un immaginario canto di una sirena. Filomena, che invece è rimasta con i piedi per terra ha il suo bel da fare a rinsavire il marito e riportarlo alla ragione. Al momento dello sbarco lancia un ultimo sguardo alla nave con una solenne promessa. “Prima che tu mi riveda un’altra volta dovrà passarne di acqua sotto la tua pancia”.

Morto il vecchio parroco, un paesino di montagna, con pochi abitanti, da tre anni si trova senza prete. La mancanza di una guida saggia e spirituale fa scivolare il paese in una profonda crisi spirituale, sociale e i litigi tra i paesani sono sempre più frequenti; tanto frequenti che alcuni paesani, audaci e intraprendenti prendono in mano la situazione e decidono di far sentire la loro voce presso la Diocesi competente. Altri invece sono contrari e sostengono che con la crisi delle vocazioni non avranno mai più un prete e dovranno rinunciare alla spiritualità. Sconfortati da tale realtà, il paese si divide in due fazioni, i favorevoli e i contrari e così il paese si trasforma in un’arena di cristiani abbandonati al loro destino. Un giorno, a causa di un forte temporale, arriva un uomo vestito da prete, ma solo perché stava piovendo e in macchina aveva il cappotto del suo parroco, che doveva portare in lavanderia e così chiede ospitalità presso una famiglia di “favorevoli”, che lo scambiano per un prete, nonostante lo sconosciuto cerchi di spiegare il contrario. La notizia fa subito il giro del paese e altri favorevoli giungono a salutare il nuovo prete e le donne vogliono confessarsi e ricevere una messa. Il povero uomo non sa più come sottrarsi a quelle richieste e accetta di dire messa. Al momento della celebrazione si toglie l’abito e saggiamente consiglia di fare come i primi cristiani, che pregavano insieme senza preti…